Elenco delle missionarie e dei missionari uccisi nell’anno 2011

“I cristiani devono imparare ad offrire segni di speranza e a divenire fratelli universali, coltivando i grandi ideali che trasformano la storia e, senza false illusioni o inutili paure, impegnarsi a rendere il pianeta la casa di tutti i popoli. Desidero esprimere, con particolare affetto, la mia riconoscenza ai missionari e alle missionarie, che testimoniano nei luoghi più lontani e difficili, spesso anche con la vita, l’avvento del Regno di Dio. A loro, che rappresentano le avanguardie dell’annuncio del Vangelo, va l’amicizia, la vicinanza e il sostegno di ogni credente. Dio, che ama chi dona con gioia li ricolmi di fervore spirituale e di profonda letizia”.

 

Benedetto XVI

 

QUADRO RIASSUNTIVO DELL’ANNO 2011

 

 

Suor Jeanne Yegmane, congolese,Congregazione dell’Ordine di San’Agostino, uccisa il 15 gennaio a Dungu (RD Congo)

Uccisa in un’imboscata stradale, gli assalitori usciti all’improvviso dalla foresta hanno sparato contro i veicoli di passaggio, uccidendola. Dopo aver fermato le auto, i banditi hanno rapinato i passeggeri e incendiato i veicoli. Dopo la conclusione del suo mandato di Superiora, Suor Yegmane si era specializzata in oftalmologia a Kinshasa. Era molto impegnata nella cura dei malati e da mesi lavorava intensamente per la realizzazione del Centre Ophtalmologique Siloe d’Isiro, destinato a coprire un bacino di utenza di circa 2 milioni di persone.

 

Suor Angelina,nata in Sud Sudan, Congregazione dell’Ordine di San’Agostino,uccisa il 17 gennaio nel Sud Sudan

Aveva 37 anni, è stata uccisa da militanti del Lord’s Resistance Army (LRA) mentre portava aiuti sanitari ai rifugiati del Sud Sudan. Il crimine si inscrive nella lunga lista di episodi di violenza e di scontri perpetrati in diversi stati tra esercito del Sud Sudan e fazioni ribelli.

 

Don Rafael Reátiga Rojas, colombiano, diocesano

35 anni, parroco della Cattedrale “Jesucristo Nuestra Paz”, e

Don Richard Armando Piffano Laguado, colombiano,diocesano

37 anni, parroco, sono stati uccisi a Bogotà la sera del 26 gennaio, alla periferia sud della grande capitale della Colombia. L'assassino viaggiava nella stessa automobile dei due sacerdoti: dopo aver sparato alla testa di uno e al petto dell'altro, provocandone la morte all’istante, è sceso dall'auto ed è fuggito. Secondo alcune testimonianze qualcuno lo aspettava e lo ha aiutato a fuggire.

 

Don Luis Carlos Orozco Cardona, colombiano,diocesano,ucciso a Rionegro(Colombia) il 13 febbraio

Aveva 26 anni, è stato ferito mortalmente da un giovane armato che ha sparato tra la folla, prendendo di mira il sacerdote, che era vicario presso la Cattedrale della diocesi. Ferito gravemente, è stato portato all'ospedale ma è morto mentre era sottoposto ad un intervento chirurgico. Dopo l’omicidio è stato catturato un minorenne, autore del crimine, i cui motivi però sono rimasti sconosciuti. Era stato ordinato sacerdote nemmeno un anno prima, il 26 febbraio 2010.

 

Don G. Amalan, indiano,diocesano, ucciso a Palayamkottai (India) il 16 febbraio

E’ stato ritrovato senza vita nella sua stanza dal Vicario Generale della diocesi e dalla polizia. Il suo corpo era nudo, aveva mani e piedi legati, l’osso del collo spezzato. L’autore del delitto, un giovane di 24 anni, ha confessato ed è stato arrestato: dopo aver colpito il sacerdote si era allontanato impossessandosi delle poche rupie che il sacerdote aveva.

 

Don Marek Rybinski, polacco,missionario salesiano, ucciso a Manouba(Tunisia) il 18 febbraio

33 anni, è stato trovato senza vita in un locale della scuola salesiana di Manouba. Secondo la ricostruzione del Vescovo di Tunisi, era uscito dalla casa lasciando la sua automobile alla missione. Il giorno dopo, nella sua camera è stato trovato il computer acceso. Si pensa quindi che qualcuno lo abbia fatto chiamare con una scusa, per farlo uscire, lo avrebbe rapito per poi ucciderlo il giorno successivo.

 

Don Romeu Drago,brasiliano,diocesano,ucciso a Montes Claros(Brasile) in 19 febbraio

Ucciso nella sua casa, il suo corpo è stato poi portato lungo la strada statale, a circa 25 km da casa sua, dove è stato bruciato. Dalla sua abitazione sono stati rubati diversi oggetti e anche la sua automobile, la cassaforte è stata trovata aperta. Il sacerdote, 56 anni, era il responsabile della comunità di Nostra Signora del Monte Carmelo, nell’arcidiocesi di Montes Claros.

 

Don Santos Sánchez Hernández,messicano,diocesano,ucciso a Mecapala (Messico) nella notte tra il 21 e il 22 febbraio

E’ stato trovato morto nella sua canonica, assassinato nella notte. Secondo la nota informativa dal Vescovo di Tuxpan, qualcuno si è introdotto nella casa del sacerdote, molto probabilmente per rubare, e una volta scoperto, lo ha aggredito con un machete, provocandogli gravi ferite che ne hanno causato la morte. Padre Santos, 43 anni, era arrivato in quella parrocchia da un anno.

 

Mons. Julio César Alvarez, nato in Paraguay,diocesano, ucciso a Villarricca (Paraguay ) il 14 aprile

Aveva 47 anni, è stato ucciso nella sua abitazione. Nella sua camera, dove la mattina è stato rinvenuto il corpo senza vita morto per strangolamento, erano evidenti le tracce di una lotta. Il cadavere era legato mani e piedi, presentava diversi colpi alla testa, lesioni e graffi. Il giorno precedente aveva ritirato una somma di denaro per acquistare una nuova macchina.

 

Don Francisco Sánchez Durán, messicano, diocesano, ucciso a Città del Messico il 26 aprile

Aveva 60 anni, è stato ucciso all’alba nella sua chiesa, a sud della capitale messicana. Il suo corpo è stato trovato con ferite al collo, provocate da un’arma da taglio. L'omicidio potrebbe essere stato la tragica conclusione di un tentativo di furto in chiesa, come risultato dell'opposizione del sacerdote ai ladri.

 

Padre Gustavo Garcia, colombiano, sacerdote Eudista, ucciso a Bogotà il 12 maggio

Aveva 34 anni, è stato assassinato da un individuo che lo ha aggredito per rubare il suo cellulare. Stava aspettando l'autobus per andare ad assistere pastoralmente un malato e, mentre stava parlando al cellulare, un delinquente per derubarlo lo ha ferito gravemente con un coltello. Trasportato in ospedale, era già molto grave e poco dopo è morto.

 

Don Salvador Ruiz Enciso, messicano,diocesano,ucciso a Tijuana (Messico) il 22 maggio

Scomparso dalla sua parrocchia la polizia ha trovato, in un quartiere vicino, un corpo con le mani e i piedi legati, irriconoscibile, che è stato sottoposto all’esame del Dna. Successivamente l'Arcivescovo ha confermato che si trattava del sacerdote scomparso. Era conosciuto per essere una persona semplice e dedita al suo ministero. Era diventato popolare per aver promosso la “Messa della famiglia”, durante la quale si serviva di alcuni burattini, da lui stesso maneggiati con destrezza, per spiegare il Vangelo in modo comprensibile ai più piccoli.

 

Don Ricardo Muñoz Juárez, spagnolo,diocesano,ucciso a Cartagena(Spagna) il 3 giugno

Sacerdote castrense in pensione, è stato ucciso da un colpo alla testa inferto con un oggetto contundente. Il corpo è stato trovato nella sua abitazione. L'ipotesi è che alcuni ladri si siano introdotti in casa della vittima, dove viveva anche la sorella del sacerdote, anziana e portatrice di handicap, e una volta scoperti abbiano colpito padre Ricardo uccidendolo.

 

Don Marco Antonio Duran Romero, messicano,diocesano,ucciso a Matamoros (Messico) il 2 luglio

Aveva 48 anni, è rimasto ucciso in un conflitto a fuoco tra militari e un gruppo armato al confine con gli Stati Uniti. Era a bordo della sua auto, nelle vicinanze della sua parrocchia, quando si è trovato in mezzo ad una sparatoria. Raggiunto da un proiettile, è stato trasportato in clinica, dove però è morto poco dopo.

 

Don Marlon Ernesto Pupiro García,nato in Nicaragua,diocesano, ucciso a Masaya, Nicargua, il 23 agosto

Aveva 40 anni, tutte le mattine arrivava in tempo per aprire la chiesa. Quella mattina non vedendolo arrivare, il sagrestano si è incamminato lungo la strada senza però trovarlo. Tre giorni dopo il suo cadavere è stato rinvenuto lungo la strada statale.

 

 

 

Don José Reinel Restrepo Idárraga, colombiano,diocesano,ucciso a Risaralda (Colombia) il 1 settembre

Aveva 36 anni, era alla guida di una motocicletta quando alcuni sconosciuti lo hanno fermato e gli hanno sparato ferendolo a morte. Gli assalitori sono fuggiti portando via la moto (che più tardi è stata ritrovata) ed altri oggetti del sacerdote.

 

Don Gualberto Oviedo Arrieta, colombiano,diocesano,ucciso a Capurganá ( Colombia) il 12 settembre

34 anni,è stato trovato coperto di ferite e coltellate, nella canonica della parrocchia. Non sono stati rilevati atti di violenza all’interno della casa e non è stato rubato nulla. L’assassinio è avvenuto a poche ore dalla conclusione della “Settimana della Pace” che aveva visto mobilitate scuole, università e istituzioni colombiane su questo tema così importante nel contesto nazionale.

 

María Elizabeth Macías Castro,messicana,del Movimento Laico Scalabriniano uccisa a Nuevo Laredo (Messico) il 24 settembre

Aveva 39 anni, conosciuta come Marisol, è stata sequestrata da un gruppo di narcotrafficanti. Dopo due giorni di ricerche e di drammatico silenzio, il suo corpo senza vita è stato rinvenuto in una strada orrendamente mutilato. Era membro del comitato centrale del Movimento Laico Scalabriniano e lavorava preso la casa del Migrante.

 

Don Awuor Kisero, nato in Kenya,diocesano,ucciso a Nairobi il 3 ottobre

E’ stato aggredito da quattro malviventi mentre si trovava alla periferia della capitale keniana. Colpito al petto con un’arma da taglio, soccorso,ma deceduto durante il trasporto nella struttura ospedaliera.

 

Luis Eduardo Garcia,colombiano, laico, ucciso a Popayan(Colombia) il 16 ottobre

Membro della Pastorale Sociale, è stato intercettato da un gruppo di guerriglieri, rapito e poi ucciso. Lavorava nel progetto della "Riattivazione sociale e culturale", promosso dalla Segreteria Nazionale della Pastorale Sociale, che assiste le persone colpite dall’ondata di freddo che aveva investito il paese. Era anche impiegato come professionista nel comune della sua città natale, per questo progetto, dove era conosciuto per la dedizione e l'impegno verso i contadini, verso la sua comunità e le vittime di questa catastrofe naturale.

 

Padre Fausto Tentorio, italiano,missionario del PIME, ucciso a Mindanao( Filippine ) il 17 ottobre

E’ stato ucciso la mattina davanti alla sua parrocchia,stava recandosi ad un incontro dei presbiteri quando è stato assalito da due uomini armati che gli hanno sparato a sangue freddo, alla testa e alla schiena. Portato in ospedale, i medici ne hanno potuto solo constatare il decesso. Lavorava nell’apostolato fra i tribali. Ha dedicato tutta la sua vita al servizio di alfabetizzazione e sviluppo degli indigeni detti lumads, in particolare alle tribù dei manobo. Ha realizzato programmi di scolarizzazione, costruito condutture idriche per dare acqua potabile ai villaggi e ai campi, ha attivato corsi di formazione. Padre Tentorio, nelle Filippine dal 1978, operava nella diocesi di Kidapawan dal 1980.

 

Suor Valsha John, indiana,delle Suore della Carità di Gesù e Maria, uccisa a Pachwarla (India) il 15 novembre 2011

Uccisa nella sua casa. Svolgeva da 20 anni la sua opera pastorale soprattutto fra i poveri, gli emarginati, i tribali più emarginati. Viveva con i poveri, dava la sua testimonianza cristiana e li evangelizzava, condividendo le loro fatiche e difficoltà. Si era impegnata soprattutto nel difendere gli indigeni dall’alienazione della loro terra, operata dalle compagnie minerarie di estrazione del carbone. Questo impegno le è costato la vita.

 

Suor Lukrecija Mamic, croata, delle Ancelle della Carità e

Francesco Bazzani, volontario italiano, uccisi a Kiremba(Burundi) il 27 novembre

Alcuni malviventi si sono introdotti nella casa delle suore “Ancelle della Carità” a Kiremba, nella zona nord occidentale del Burundi, vicino al grande ospedale dove le religiose prestano il loro servizio. Suor Lukrecija è stata uccisa a sangue freddo, mentre il volontario è stato sequestrato dai banditi che, poco dopo, temendo uno scontro con la polizia, lo hanno fatto scendere dall’automobile e ucciso a sangue freddo.

 

Rabindra Parichha,indiano,laico catechista,ucciso in Orissa,(India) il 16 dicembre

Era stato chiamato sul cellulare da un vicino e non ha fatto più ritorno a casa. La moglie e i figli lo hanno cercato e hanno avvisato la polizia, che ha rinvenuto il cadavere. Aveva la gola tagliata e ferite da taglio alle mani e allo stomaco. Ex catechista itinerante, da tre anni lavorava nell'Orissa Legal Aid Centre, sostenuto dalla Chiese cristiane a Kandhamal, molto impegnato come legale e attivista dei diritti umani.

 

UCCISI NELL’ANNO 2011 26 OPERATORI PASTORALI

18 Sacerdoti                         (15 diocesani; 1 SDB; 1 PIME; 1 Eudisti)

4 Religiose                           (2 Ordine S.Agostino; 1 Suore della Carità di Gesù e Maria: 1 Ancelle della Carità)

4 Laici   

 

 

Paesi di origine

Africa                     3             (1 R.D.Congo; 1 Sud Sudan; 1 Kenya)

America              15             (1 Brasile, 7 Colombia, 5 Messico, 1 Paraguay, 1 Nicaragua)

Asia                        3             (3 India)

Europa                   5             (2 Italia, 1 Spagna, 1 Croazia, 1 Polonia)        

 

 

Luoghi della morte

Africa                     6             (1 R.D.Congo; 1 Sud Sudan; 1 Tunisia, 1 Kenya, 2 Burundi)

America              15             (1 Brasile, 7 Colombia, 5 Messico, 1 Paraguay, 1 Nicaragua)

Asia                        4             (3 India, 1 Filippine)

Europa                   1             (1 Spagna)

 

 

 

Il computo di Fides non riguarda solo i missionari ad gentes in senso stretto, ma tutti gli operatori pastorali morti in modo violento. Non usiamo di proposito il termine “martiri”, se non nel suo significato etimologico di “testimone”, per non entrare in merito al giudizio che la Chiesa potrà eventualmente dare su alcuni di loro, e anche per la scarsità di notizie che, nella maggior parte dei casi, si riescono a raccogliere sulla loro vita e perfino sulle circostanze della loro morte. A questo riguardo registriamo, a pochi giorni dalla conclusione dell’anno, la riconosciuta validità del processo diocesano svolto per la beatificazione di 15 martiri, fra missionari e catechisti laici, uccisi in Laos “in odio alla fede cristiana” tra il 1954 e il 1970: si tratta di 5 Missionari Oblati di Maria Immacolata (OMI), 5 membri della Società per le Missioni Estere di Parigi (MEP) e 5 catechisti laici laotiani.

Agli elenchi provvisori stilati annualmente dall’Agenzia Fides, deve sempre essere aggiunta la lunga lista dei tanti di cui forse non si avrà mai notizia, o addirittura di cui non si conoscerà il nome, che in ogni angolo del pianeta soffrono e pagano con la vita la loro fede in Cristo. Si tratta di quella “nube di militi ignoti della grande causa di Dio” - secondo l’espressione di Papa Giovanni Paolo II – che va dal Ministro pakistano per le minoranze, Shahbaz Bhatti, primo cattolico a ricoprire tale incarico, impegnato per la pacifica convivenza fra le comunità religiose del suo Paese, ucciso il 3 marzo, al giovane nigeriano che svolgeva ad Abuja, presso la chiesa di Santa Teresa, il servizio di vigilanza per proteggere i luoghi di culto nel giorno di Natale, ucciso da un attentato insieme ad altre 35 persone.

( Agenzia Fides 30 dicembre 2011)

Missionari Uccisi nel 2010

 

 

Nome e Cognome

Nazionalità

Istituto o Diocesi

Data e luogo della morte

1.

Don José Luis Parra Puerto

Messico

Diocesano

17/2 – Messico

2.

Don Dejair Gonçalves de Almeida

Brasile

Diocesano

16/3 – Volta Redonda (Brasile)

3.

Epaminondas Marques da Silva

Brasile

Laico

16/3 – Volta Redonda (Brasile)

4.

Luis Enrique Pineda

Colombia

Coadiutore Salesiano (SDB)

20/3 – Bogotà (Colombia)

5.

Don Román de Jesús Zapata

Colombia

Diocesano

24/3 – Turbo (Colombia)

6.

Don Esteban Robert Wood

Usa

Diocesano

28/4 - Puerto Ordaz (Venezuela)

7.

Don Peter Bombacha

India

Diocesano

28/4 – Baboola (Mumbai, India)

8.

Don Rubens Almeida Gonçalves

Brasile

Diocesano

21/5 – Brasilia (Brasile)

9.

S.E. Mons. Luigi Padovese

Italia

Vicario apostolico dell'Anatolia

3/6 - Iskenderun (Turchia)

10.

Mario Dayvit Pinheiro Reis

Brasile

Seminarista

4/7 – Sao Luis (Brasile)

11.

Don Joseph Zhang Shulai

Cina

Vicario generale diocesi di Ningxia

5/7 – Wuhai-Mongolia (Cina)

12.

Suor Maria Wei Yanhui

Cina

Congregaz. Diocesana

5/7 – Wuhai-Mongolia (Cina)

13.

Don Carlos Salvador Wotto

Messico

Diocesano

28/7 – St. Oaxaca (Messico)

14.

Don Herminio Calero Alumia

Colombia

Diocesano

20/8 – Quintanares (Colombia)

15.

P. Linán Ruiz Morales

Portorico

OFM

27/8 – Lima (Perù)

16.

Ananias Aguila

Perù

Laico

27/8 - Lima (Perù)

17.

Julien Kénord

Haiti

Operatore Caritas

8/10 - Port-au-Prince (Haiti)

18.

D. Wasim Sabieh

Iraq

Diocesano

31/10 – Baghdad (Iraq)

19.

D. Thaier Saad Abdal

Iraq

Diocesano

31/10 – Baghdad (Iraq)

20.

Don Christian Bakulene

R.D.Congo

Diocesano

8/11 – Mapere (R.D.Congo)

21

Don Bernardo Muniz Rabelo Amaral

Brasile

Diocesano

20/11 – Brasile

22

Nicolas Eklou Komla

Togo

Seminarista gesuita (SJ)

5/12 – Kinshasa (R.D. Congo)

23.

P. Miroslaw Karczewski

Polonia

OFM Conv.

6/12 – S.Domingo (Ecuador)

 

 

Don José Luis Parra Puerto, 50 anni, è stato assassinato in Messico il 17 febbraio 2010, mercoledì delle ceneri, dopo essere stato derubato del furgoncino su cui viaggiava. Padre José Luis Parra e un suo accompagnatore sono stati costretti da alcuni sconosciuti a uscire da un negozio dove si trovavano. Durante l’aggressione il sacerdote è stato ferito alla testa, subito dopo i malviventi hanno portato via il furgoncino con il sacerdote ferito, mentre l'accompagnatore è stato fatto scendere, così ha chiesto aiuto alle forze di sicurezza. Il cadavere di don Parra Puerto è stato rinvenuto all'interno del furgoncino in località Netzahualcóyotl. Originario di Merida, era vicario della Chiesa del Sagrario Metropolitano di Città del Messico e Cappellano dei Cavalieri di Colombo. Mons. Antonio Ortega Franco, Vescovo ausiliare dell'Arcidiocesi di Mexico, durante l'omelia ai funerali ha ricordato don José Luis Parra come un sacerdote esemplare e un buon samaritano, che per tutta la sua vita si è dedicato a costruire con gli altri sacerdoti un progetto vivo di pastorale sociale. Vedi Agenzia Fides 22/02/2010

 

 Don Dejair Gonçalves de Almeida, 32 anni, è morto martedì 16  marzo 2010 alle ore 7 del mattino presso l'Ospedale San Giovanni Battista a Volta Redonda, circa 80 km da Rio de Janeiro (Brasile), per le conseguenze di una aggressione. Domenica 14 marzo, il sacerdote era stato aggredito mentre tornava a Volta Redonda dalla Comunità ecclesiale “Signore Buon Gesù”, nel quartiere Agua Limpa. Insieme a lui era l'ex-seminarista Epaminondas Marques da Silva, 26 anni, che è morto colpito alla testa. Secondo le informazioni della Diocesi di Barra do Pirai a Volta Redonda, padre Dejair e Epaminondas erano stati rapiti e portati in canonica nelle prime ore di domenica 14 marzo. I rapitori volevano soldi e, poiché non hanno trovato nulla, hanno colpito alla testa i due. L'ex seminarista è morto all'istante e il sacerdote ha subito un intervento chirurgico, cui però non è sopravvissuto. L'ex seminarista era stato coordinatore della Comunità Ecclesiale di Santa Cruz. Padre Dejair Gonçalves de Almeida era nato ad Arantina (MG), era Cancelliere della Diocesi e assessore dell'Apostolato Diocesano della Preghiera. Aveva svolto il ministero sacerdotale nella zona Nostra Signora delle Grazie, aveva servito otto Comunità Ecclesiali.Vedi Agenzia Fides 17/03/2010

 

 Sabato 20 marzo 2010, Luis Enrique Pineda, coadiutore salesiano dell’Ispettoria “San Pietro Claver” di Colombia-Bogotá (COB), è stato assassinato nella capitale, Bogotà, alle 8 di sera. Mentre si recava a far visita ai suoi familiari è stato aggredito da tre malfattori che lo hanno derubato e poi accoltellato, lasciandolo a terra. Nonostante le ferite, è riuscito a fermare un taxi e a chiedere di essere portato al pronto soccorso dove poi è deceduto. Luis Enrique Pineda era nato il 24 maggio 1953 ad Otanche–Boyacá, ed aveva emesso la prima professione religiosa a Rionegro, Antioquia, il 24 gennaio 1977. Per essere professionalmente competente e mettersi al servizio dei giovani, si era laureato in Psicologia. E’ stato autore di varie ricerche e di studi da lui realizzati per aiutare i ragazzi ad elaborare un progetto di vita coerente.

Vedi Agenzia Fides 25/03/2010

 

Il corpo senza vita di don Román de Jesús Zapata, colombiano, è stato trovato il 24 marzo 2010 nella canonica della parrocchia della giurisdizione di Currulao, a Turbo, a circa 500 km dalla capitale, Bogotà, dove era parroco. Il sacerdote diocesano, 51 anni, è stato trovato nel bagno, con le mani legate e con metà del corpo coperta da un lenzuolo, il che fa presumere alle autorità che sia morto per asfissia. Secondo i familiari, il religioso non aveva ricevuto minacce di morte. Il corpo senza vita del sacerdote è stato trovato dalla donna incaricata di suonare le campane, che non lo aveva visto arrivare per la Messa del mattino ed era andata a cercarlo.

Vedi Agenzia Fides 26/03/2010

 

 Il sacerdote di origine statunitense p. Esteban Robert Wood, 68 anni, parroco della Parrocchia “Sagrada Familia” a Puerto Ordaz, è stato assassinato la sera di mercoledì 28 aprile 2010 presso la casa parrocchiale nel quartiere Unare, a Puerto Ordaz, nello stato di Bolivar, in Venezuela. Il sacerdote era originario di Vancouver, nello stato di Washington (Stati Uniti d'America) ed ha vissuto più di 23 anni in Venezuela. Uno degli operai che lavorano in parrocchia ha trovato il sacerdote morto, con delle ferite provocate da un coltello. Sia il Vescovo che la stampa locale attribuiscono l'omicidio a una rapina perpetrata da sconosciuti e finita con l'assassinio del sacerdote. Chi lo ha conosciuto ricorda p. Wood come “una persona eccellente e molto umile”, “impegnato per la comunità e lavorava molto, anche per i progetti di Ciudad Guayana”. Poche settimane prima dell’atto criminiale aveva iniziato una “Campagna per la difesa della Vita e della Pace”, contro quella violenza di cui è stato vittima.Vedi Agenzia Fides 03/05/2010

 

 P. Peter Bombacha, 74 anni, è stato assassinato da sconosciuti nella notte del 28 aprile 2010 nell’ashram da lui fondato a Baboola, a circa un chilometro dalla residenza del Vescovo di Vasai, antico centro abitato vicino a Mumbai (India). Il corpo di p. Peter era in un lago di sangue, aveva una corda al collo e forbici infilzate nella gola. Secondo il Vescovo, Mons. Felix Machado, “P. Peter aveva creato e gestiva, grazie alla collaborazione di alcuni laici, una casa di recupero per alcolisti. Era originario di Vasai e veniva da una comunità di pescatori: per questo il suo nome era ‘Pietro’. Era ben voluto e stimato da tutti. Non abbiamo idea dei motivi dell’assassinio: forse un furto o forse qualcuno ce l’aveva con lui” dice il Vescovo, escludendo la pista delle violenze dei fondamentalisti indù: “Non pensiamo a gruppi estremisti indù. Prima di tutto perché in questa zona non ve ne sono. Anzi, le relazioni con la comunità indù sul territorio sono ottime. Molti fedeli indù sono venuti oggi a manifestare sconcerto e solidarietà”.

Vedi Agenzia Fides 29/4/2010

 

 Padre Rubens Almeida Gonçalves, 35 anni, è stato assassinato mentre si trovava nella sua parrocchia di Nostra Signora dell’Immacolata Concezione, nella città di Campo Belos (GO), diocesi brasiliana di Porto Nacional. Secondo la ricostruzione, padre Rubens de Almeida Gonçalves è stato colpito a morte con un colpo di pistola sparato alla testa il 20 maggio ed è spirato il giorno dopo a Brasilia, dove era stato ricoverato. Sercondo alcuni testimoni all’origine del delitto ci sarebbe la richiesta di affitto della sala parrocchiale che il sacerdote avrebbe negato all’uomo che poi gli ha sparato uccidendolo. Noto per il suo impegno tra i poveri e gli emarginati “p. Rubens è morto nel pieno esercizio del suo ministero sacerdotale, che è sempre stato segnato dallo zelo missionario e dalla fede nel Cristo risorto. Tutte le comunità per le quali egli ha lavorato, hanno offerto la loro testimonianza sull'impegno appassionato con cui ha esercitato la sua missione di evangelizzazione” afferma la nota firmata da P. Paulo Sérgio Maya Barbosa, Cancelliere della Curia Diocesana.Vedi Agenzia Fides 24/05/2010

 

 Sua Ecc. Mons. Luigi Padovese, Vicario apostolico dell'Anatolia e Presidente della Conferenza Episcopale Turca, è stato assassinato a coltellate dal suo autista nella sua abitazione a Iskenderun (Turchia), il 3 giugno 2010. Nato a Milano il 31 marzo del 1947, Padovese era entrato nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini il 3 ottobre 1964. Ordinato sacerdote il 16 giugno 1973, era stato professore titolare della cattedra di Patristica alla Pontificia Università dell'Antonianum e per sedici anni direttore dell'Istituto di Spiritualità nella medesima università. Ha ricoperto una cattedra anche alla Pontificia Università Gregoriana e alla Pontificia Accademia Alfonsiana. Per 10 anni è stato poi visitatore del Collegio Orientale di Roma per la Congregazione delle Chiese Orientali. L’11 agosto 2004 era stato nominato Vicario apostolico dell'Anatolia e consacrato Vescovo.

Vedi Agenzia Fides 04/06/2010; 08/06/2010; 14/06/2010

 

 Il Seminarista Mario Dayvit Pinheiro Reis, 31 anni, dell’Arcidiocesi di Sao Luis (Brasile), è stato ucciso nella capitale la sera del 4 luglio 2010, colpito da un proiettile che lo ha raggiunto all’addome. Intorno alle ore 20,30 si trovava di fronte alla abitazione della  famiglia, in macchina con sua nonna, quando è stato avvicinato da due rapinatori, che li hanno costretti ad uscire fuori dalla macchina. Dopo aver consegnato le chiavi, all’improvviso è stato raggiunto dal colpo di arma da fuoco sparato da uno dei malviventi che gli ha reciso l’aorta e raggiunto un polmone. Trasportato in ospedale, è morto intorno alle 21,30. Studente del quarto anno di teologia, sarebbe stato ordinato diacono l’anno prossimo ed avrebbe dovuto recarsi in Francia per gli studi biblici. Durante la messa funebre, l’Arcivescovo José da Silva Belisario, nella sua omelia ha sottolineato che pur essendo ancora piuttosto giovane, Mario ha dato una vera testimonianza di fede e di impegno per il sacerdozio, e attendeva con grande trepidazione l’ordinazione diaconale.

 

 Don Joseph Zhang Shulai, 55 anni, vicario generale della diocesi di Ningxia, e suor Maria Wei Yanhui, 32 anni, della stessa diocesi, sono stati uccisi nella Casa per anziani a Wuhai, distretto di Wuda, nella Mongolia interna. I loro corpi sono stati trovati la mattina del 6 luglio 2010 dal personale della casa: non avendoli visti arrivare per la Santa Messa, sono andati a cercarli nelle loro stanze e li hanno trovati in un lago di sangue. Il corpo del sacerdote, trovato nella sua stanza al piano terreno, presentava numerose ferite da arma da taglio e c’erano evidenti i segni di una lotta, mentre la suora è stata uccisa nella sua camera al piano superiore, con un solo fendente, al petto. La religiosa era la direttrice della Casa per anziani, che accoglie una sessantina di persone, uomini e donne. La polizia ha arrestato nei giorni seguenti l’assassino: un laico che era stato licenziato dalla Casa per anziani e per questo si era voluto vendicare.      

 

 Don Carlos Salvador Wotto, 83 anni, parroco della chiesa di Nuestra Señora de las Nieves, nello stato di Oaxaca al sud del Messico, è stato trovato morto nella sua parrocchia la sera del 28 luglio 2010. Il sacerdote era stato imbavagliato e legato, aveva bruciature di sigaretta sulle braccia e segni di tagli su diversi parte del corpo, ma la morte è avvenuta per soffocamento perché aveva una busta di plastica sul viso. Il sagrestano della parrocchia, scoperto il corpo, ha chiamato un’ambulanza, ma i soccorsi sono stati inutili perché il parroco era già morto. La città di Oaxaca è spesso scenario di scontri delle diverse bande tra i cartelli del narcotraffico e le autorità statali del Messico.

Vedi Agenzia Fides 30/07/2010

 

 In una situazione molto confusa è morto il sacerdote Herminio Calero Alumia, 36 anni, nativo di Buenaventura, parroco della chiesa di Santiago de la Atalaya, nella città di Bosa (Colombia). L'incidente è avvenuto intorno alle 03.00 di venerdì 20 agosto 2010 sulla strada tra Bogotà e Soacha, nella zona chiamata Quintanares. Ci sono diverse versioni del fatto, secondo alcune fonti il sacerdote viaggiava in un taxi con altre persone, quando il veicolo è stato fermato ad un posto di blocco della polizia ed è nato un diverbio tra una delle persone e un agente di polizia, l'agente ha tirato fuori la pistola ed è partito un colpo accidentalmente, che ha ucciso il sacerdote all'istante. Secondo altre versioni, gli uomini che viaggiavano con il sacerdote erano ubriachi, e nel tafferuglio seguito al controllo della polizia hanno cercato di aggredire l'agente e rubargli la pistola quando è accaduto il tragico evento. Padre Reynaldo Vargas, Cancelliere della diocesi di Soacha, ha ricordato che padre Calero era “un uomo molto tranquillo”.

 

 Fra Linán Ruiz Morales, OFM, 80 anni, è stato trovato morto la mattina di venerdì 27 agosto 2010 nella sua camera da letto, situata al primo piano del convento di San Francisco, ubicato nel centro della capitale peruviana, con una serie di tagli sul collo. Il corpo del suo collaboratore, Ananias Aguila, 26 anni, è stato trovato nella cucina a fianco della chiesa, dove c'è una mensa per le persone bisognose, anch’egli colpito da numerose coltellate. Secondo il rapporto della polizia, quando i delinquenti sono entrati nella casa parrocchiale molto probabilmente il sacerdote si è accorto della loro presenza, la stanza del sacerdote infatti era a soqquadro e la cassaforte aperta e vuota. Padre Ruiz, di nazionalità portoricana, nel 1978 giunse in Perù a proporre il Movimento "Encuentros de Promoción Juvenil" ai giovani, un tipo di pastorale giovanile che lo fece conoscere ed amare da molti giovani dell'Arcidiocesi di Lima. Negli ultimi anni si era dedicato in particolare ai più poveri: la mensa della quale era incaricato dava da mangiare a 1.200 fra bambini e anziani molto bisognosi che venivano da diverse parti della città.

Vedi Agenzia Fides 28/08/2010

 

 Julien Kénord, 27 anni, operatore della Caritas svizzera, è stato ucciso a Port-au-Prince, la capitale di Haiti, l’8 ottobre 2010, in seguito ad un tentativo di rapina. Aveva infatti appena riscosso un assegno di 2.000 dollari in una banca locale, quando è stato aggredito a colpi di arma da fuoco da sconosciuti mentre era nella sua macchina. Trasportato in ospedale, è morto poco dopo a causa delle ferite riportate. La Segretaria generale di Caritas Internationalis, Lesley-Anne Knight, ha affermato che era “un  collaboratore molto leale e dedito al suo lavoro. Aveva aiutato le vittime del terremoto a ricostruire la loro vita”. La Caritas lavora ad Haiti da molto tempo, e subito dopo la tragedia del terremoto del 12 gennaio 2010 ha fornito viveri, acqua, medicine, assistenza sanitaria e sostegno alla popolazione disastrata. Julien aveva perso la sorella nel terremoto del 12 gennaio.

 

 D. Wasim Sabieh e d. Thaier Saad Abdal,sono rimasti uccisi la sera del 31 ottobre  2010 durante il gravissimo attentato compiuto nella Cattedrale siro-cattolica di Bagdad, che ha causato decine di morti e feriti fra i fedeli che erano riuniti per la Santa Messa domenicale. Un terzo sacerdote è rimasto gravemente ferito. Secondo il racconto dei testimoni, p. Thaier ha detto ai terroristi che hanno fatto irruzione in chiesa: “uccidete me, non questa famiglia con bambini” facendo loro scudo col suo corpo. I due sacerdoti morti, nemmeno trentenni, erano molto attivi nell’apostolato biblico, nel dialogo interreligioso e nella carità. P. Thaier era responsabile di un Centro di Studi Islamici, mentre p. Wasim era molto impegnato nell’aiuto alle famiglie povere.

Vedi Agenzia Fides 3/11/2010;8/11/2010 

 

 Don Christian Bakulene, parroco di Saint Jean-Baptiste de Kanyabayonga a sud di Butembo, nel territorio di Lubero, nel nord Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, è stato assassinato l’8 novembre 2010. Il sacerdote stava tornando in motocicletta, insieme ad un amico, nella sua parrocchia quando, all’altezza del villaggio di Mapere, due uomini armati, in uniforme militare, lo hanno bloccato. Il malfattore in uniforme ha domandato: “Chi di voi è il parroco”. Don Bakulene ha risposto “Sono io”. Dopo aver sottratto del denaro all’accompagnatore del sacerdote, il bandito ha ucciso con diversi colpi don Bakulene. Prima della moto di don Bakulene, l’assassinio aveva fermato altre motociclette, e agli occupanti era stata rivolta la stessa domanda: “sei tu il prete?”. Si tratterebbe dunque di un omicidio mirato, mascherato da rapina di strada degenerata in assassinio.Vedi Agenzia Fides 9/11/2010; 10/11/2010; 27/11/2010

 

 Don Bernardo Muniz Rabelo Amaral, 28 anni, viceparroco nella città di Humberto de Campos (Brasile), è morto verso le 21 di sabato 20 novembre 2010 nell’ospedale della città, dove era stato trasportato in seguito all’aggressione di un uomo a cui aveva dato un passaggio sulla sua automobile. Il sacerdote è stato raggiunto al collo e al torace da alcuni colpi di arma da fuoco sparati dal malvivente che si è poi impossessato del veicolo, di più di 400 dollari brasiliani e del telefono cellulare del sacerdote. Quando è stato soccorso, il sacerdote era ancora cosciente. Portato all'ospedale, non ha resistito alla gravità delle ferite. Quinto di sei fratelli, era stato ordinato sacerdote il 5 settembre di quest'anno.

Vedi Agenzia Fides 23/11/2010 

 

 Il seminarista gesuita di nazionalità togolese, Nicolas Eklou Komla, è stato ucciso domenica 5 dicembre 2010 sulla strada Belair di Mont Ngafula, alla periferia di Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo. Nella notte tra il 4 e il 5 dicembre, il seminarista stava rientrando a piedi con alcuni colleghi allo scolasticato gesuita “St Pierre Canisius” di Kimwenza, quando un uomo armato e mascherato ha bloccato il loro cammino, probabilmente per rapinarli. Ne è una nata una discussione che è presto degenerata: il bandito ha sparato alcuni colpi di arma da fuoco che hanno colpito il seminarista, che è deceduto alcune ore dopo. Nicolas Eklou Komla era nato il 4 giugno 1985 in Togo, ed era entrato nella Compagnia di Gesù il 7 ottobre 2008. Aveva emesso i primi voti il 2 ottobre 2010. Nicolas Eklou Komla era giunto nella RDC due mesi fa per studiare filosofia.Vedi Agenzia Fides 9/12/2010

 

 P. Miroslaw Karczewski, 45 anni, polacco, sacerdote dei Frati Minori Conventuali (OFM conv), è stato ucciso nel pomeriggio di lunedì 6 dicembre 2010 nella canonica della parrocchia di Sant'Antonio da Padova a Santo Domingo de Los Colorados (Ecuador), nella parte nord del paese, a circa 300 km da Quito. Il sacerdote, che da cinque anni svolgeva il suo ministero presso questa parrocchia, doveva celebrare la Messa alle ore 19, ma non si è presentato, così i parrocchiani sono andati a cercarlo a casa, e lo hanno trovato morto, con ferite sul collo e su altre parti del corpo. Dopo averlo ucciso, colpendolo con un grande crocifisso, i malviventi hanno rubato cellulare e computer del sacerdote. La polizia ha riferito che il sacerdote era già stato aggredito un anno fa, in casa sua, e aveva visto in faccia i criminali che avevano minacciato di ucciderlo se li avesse denunciati.Vedi Agenzia Fides 13/12/2010

Missionari Uccisi nel 2009

“Non è lo scansare la sofferenza, la fuga davanti al dolore, che guarisce l'uomo, ma la capacità di accettare la tribolazione e in essa di maturare, di trovare senso mediante l'unione con Cristo, che ha sofferto con infinito amore. La sofferenza, i tormenti restano terribili e quasi insopportabili. È sorta, tuttavia, la stella della speranza… Non viene scatenato il male nell'uomo, ma vince la luce: la sofferenza – senza cessare di essere sofferenza – diventa nonostante tutto canto di lode”.   (Benedetto XVI, Spe Salvi 37)

23 operatori pastorali caduti in America

18 sacerdoti, 2 seminaristi, 1 suora, 2 laici

sono stati uccisi in Brasile, Colombia, Messico, Cuba, El Salvador, Stati Uniti, Guatemala e Honduras.

 

in Brasile

Don Ramiro Ludeña

Padre Gisley Azevedo Gomes

Don Ruggero Ruvoletto

Don Evaldo Martiol

Padre Hidalberto Henrique Guimaraes

Don Alvino Broering

 

in Colombia

Don Juan Gonzalo Aristizabal Isaza

Padre Gabriel Fernando Montoya Tamayo e Padre Jesús Ariel Jiménez

il laico Jorge Humberto Echeverri Garro

Don Oscar Danilo Cardozo Ossa

Don Emiro Jaramillo Cardenas

 

In Messico sono stati uccisi

D. Habacuc Hernández Benítez

e due seminaristi

Eduardo Oregón Benítez

Silvestre González Cambrón

mentre si dirigevano ad una riunione di pastorale vocazionale

 

a Cuba

Don Eduardo de la Fuente Serrano

Don Mariano Arroyo Merino

 

in El Salvador

Padre Leopoldo Cruz

Il giovane William Quijano, della Comunità di Sant'Egidio

 

negli Stati Uniti

Don Ed Hinds

Suor Marguerite Bartz

 

In Guatemala

Padre Lorenzo Rosebaugh

 

In Honduras

Padre Miguel Angel Hernandez

In Africa

Hanno perso la vita in modo violento

9 sacerdoti, 1 religiosa ed 1 laico,

nella Repubblica Democratica del Congo, in Sudafrica, in Kenya ed in Burundi.

 

nella Repubblica Democratica del Congo

Il laico Ricky Agusa Sukaka

Don Jean Gaston Buli

Don Daniel Cizimya Nakamaga

Suor Denise Kahambo Murahirwa

 

in Sudafrica

Don Daniel Matsela Mahula

Don Lionel Sham

Padre Ernst Plöchl

Padre Louis Blondel

 

In Kenya

Padre Giuseppe Bertaina

Padre Jeremiah Roche

 

in Burundi

Don Révocat Gahimbare

 

L’Asia e l’Europa

Hanno visto la morte di 3 sacerdoti

 

In India

Don James Mukalel

 

Nelle Filippine 

Don Cecilio Lucero

 

In Francia

Don Louis Jousseaume

“Ciascuno di voi deve essere un microfono di Dio.

 

Ciascuno di voi deve essere un messaggero, un profeta.

Finché ci sarà un battezzato, la Chiesa continuerà a esistere. […]

·         Ma, cosa state facendo, battezzati, nel campo della politica?

·         Dov’è il vostro battesimo?

·         Battezzati nelle professioni, nel campo operaio, nel mercato.

·         Dovunque vi sia un battezzato, lì c’è la Chiesa, lì c’è un profeta, lì bisogna dire qualcosa in nome della verità che illumina le menzogne della terra.

 

Non siamo codardi.

Non nascondiamo il talento che Dio ci ha dato fin dal giorno del nostro battesimo

e viviamo davvero la bellezza e la responsabilità di essere popolo profetico”.

 

(mons. Oscar A. Romero)